Nessuna relazione tra i vaccini e la morte in culla


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L'ipotesi

L'ipotesi che la morte in culla (in inglese chiamata Sudden Infant Death Syndrome, SIDS, cioè sindrome della morte improvvisa del lattante) sia causata dal vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) è stata avanzata dalla dottoressa Viera Schneiber, ricercatrice in pensione con un dottorato in micropaleontologia ma nessuna esperienza formale in ambito medico e una delle maggiori esponenti del movimento anti vaccinazioni in Australia. Negli ultimi vent’anni ha girato il mondo promuovendo le sue teorie, affermando  che i vaccini sono inefficaci e pericolosi; il suo interesse per i vaccini risale al 1985, quando, nel testare uni strumento per monitorare la respirazione dei lattanti (chiamato cotwatch) ideato e sviluppato dal marito, osservò dei periodi da lei definiti “stressing breathing” (distress respiratorio) in bambini che erano stati vaccinati pochi giorni prima con il vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse); indicò quindi la vaccinazione con DTP come la causa della morte in culla 1.

Elementi scientifici che smentiscono una relazione causale tra vaccino Difterite-Tetano-Pertosse e morte in culla

La morte in culla è definita come la morte durante il sonno di un bambino apparentemente sano nel suo primo anno di età e non corrisponde a una specifica patologia: la sua definizione si applica quando si possono escludere tutte le altre cause di decesso del neonato (tramite autopsia, analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte). Nei Paesi industrializzati l’incidenza varia tra 0,09 e 0,8 casi per 1000 neonati. Esistono forti differenze fra gruppi etnici; ad esempio il rischio di morte in culla aumenta da due a sette volte nei nativi americani e nella popolazione nera USA, nei Maori in Nuova Zelanda, negli aborigeni australiani e in persone con discendenza mista a Cape Town in Sud Africa 2.

Il picco di incidenza della morte in culla è tra i 2 e i 4 mesi di età; questa è anche l’età in cui si iniziano a praticare le vaccinazioni per l’infanzia. La relazione temporale di questi due eventi può portare a sospettare l’esistenza di una relazione causa-effetto tra di essi. Tuttavia numerosi studi hanno permesso di escludere una relazione causale tra vaccini e morte in culla 3-4-5-6.

In realtà negli anni Settanta in molti Paesi europei (Francia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi) si era registrato un incremento costante dei casi di morte in culla (grafico 1), seguito poi da un crollo dei casi attorno al 1992. Retrospettivamente, appare come certo che l'introduzione della posizione prona come posizione di riposo del neonato, giunta in Europa dagli USA verso gli anni Settanta, sia la causa di questa aumentata mortalità neonatale (grafico 2). L’abbandono di questa pratica ha permesso di registrare un abbassamento straordinario e repentino di morti in culla in tutti i Paesi.

Grafico 1. Casi di morte in culla e copertura vaccinale per DTP fino agli anni Novanta. (Modificato da Hatton F et al. Trends in infant mortality in France: frequency and causes from 1950 to 1997.  Arch Pediatr 2000). Linea verde: casi di pertosse; linea blu: percentuale di bambini vaccinati con DTP; linea rossa : casi morte in culla ogni 100.000 nati vivi.

Grafico 1

Grafico 2. Casi di morte in culla e copertura vaccinale per DTP dopo la raccomandazione di far dormire i bambini a pancia in su. (Modificato da Hatton F et al. Trends in infant mortality in France: frequency and causes from 1950 to 1997. Arch Pediatr 2000) Linea verde: casi di pertosse; linea blu: percentuale di bambini vaccinati con DTP; linea rossa : casi morte in culla ogni 100.000 nati vivi.

Grafico 2

Negli USA, grazie a numerose campagne di prevenzione e alla raccomandazione di far dormire i bambini a pancia in su (supina), tra il 1992 e il 1998 la proporzione dei bambini messi a dormire in posizione prona passò dal 70 a 17% e i tassi di morte in culla si ridussero di circa il 40% passando da 1.2 a 0.72 casi per 1000 nuovi nati 7.

Si stima che l’aver consigliato di fare dormire i bambini in pozione supina abbia salvato circa 850 bambini all’anno in Australia e in altri paesi 8.

Conclusioni

L’ipotesi che la morte in culla sia correlata alla vaccinazione – e nello specifico al vaccino Difterite-tetano-pertosse – è stata smentita da numerosi studi. I fattori di rischio per lo sviluppo di morte in culla sono numerosi, sia intrinseci al neonato che estrinseci. La raccomandazione più importante e che si è rivelata più efficace nel prevenire la morte in culla è quella di far dormire il bambino in posizione supina.