I vaccini non causano l'autismo


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Lo studio di Wakefield ha avuto una vasta risonanza nel mondo scientifico e una notevole eco mediatica ma numerosi studi condotti in Europa e in USA hanno valutato e rifiutato l’ipotesi di una possibile relazione tra vaccinazione MPR ed autismo.

L’ipotesi

L’ipotesi che la vaccinazione MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) possa essere associata ad autismo è stata sollevata verso la fine degli anni Novanta, quando il gastroenterologo inglese Wakefield e colleghi pubblicarono su Lancet un articolo intitolato “Ileal lymphoid-nodular hyperplasia, nonspecific colitis, and pervasive developmental disorder in children” 1. Nell’articolo, gli autori sostenevano che il vaccino MPR potesse causare infiammazione intestinale con aumento di permeabilità della barriera intestinale, il passaggio in circolo di sostanze tossiche per l'encefalo e il conseguente sviluppo di autismo. Lo studio descriveva 12 bambini che lamentavano disturbi gastrointestinali e avevano manifestato l'autismo dopo la vaccinazione con MPR.

Altri due studi pubblicati da Wakefield et al. – uno precedente e uno successivo al 1998 – suggerivano l’esistenza di una relazione tra autismo e vaccinazione 2-3.

Elementi scientifici che smentiscono una relazione causale tra vaccino MPR e autismo

Lo studio di Wakefield ha avuto una vasta risonanza nel mondo scientifico e una notevole eco mediatica ma numerosi studi condotti in Europa e in USA in più di un decennio hanno valutato e rifiutato l’ipotesi di una possibile relazione tra vaccinazione MPR ed autismo 4-28.

L’Institute Of Medicine of the National Academies (IOM) è stato incaricato di valutare una lista di eventi avversi associati a 8 differenti vaccini (tra cui l’MPR) e di valutare l’evidenza scientifica di una possibile relazione tra vaccino ed evento avverso. La revisione degli studi clinici ed epidemiologici esistenti ha portato a concludere che le evidenze disponibili respingono l’ipotesi di una relazione causale tra vaccinazione MPR e autismo 29. Negli Stati Uniti, il Centers for Disease Control and prevention e l’American Academy of Pediatrics hanno raggiunto le stesse conclusioni 30-31. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha commissionato una revisione della letteratura sull’argomento concludendo per una mancanza di associazione tra rischio di autismo e vaccino MPR 32.

Inoltre, i meccanismi ipotizzati per spiegare come il vaccino MPR possa determinare l’insorgenza di una sindrome autistica sono solo teorici e non supportati da evidenze scientifiche 21-33. Non è stato dimostrato che il vaccino trivalente sia causa di infiammazione cronica intestinale o perdita della funzione della barriera intestinale, né esiste alcuna evidenza di un possibile ruolo del sistema immunitario nell’autismo.

D’altro canto, uno studio americano del 2011 ha dimostrato come la vaccinazione contro la rosolia (di solito somministrata come MPR) abbia evitato nel periodo 2001-2010 centinaia e forse migliaia di casi di disturbi dello spettro autistico associati alla sindrome da rosolia congenita 34.

Mentre la comunità scientifica studiava la relazione tra vaccino MPR e autismo, lo studio di Wakefield del 1998 - che per primo ipotizzò l’esistenza di questa relazione - è stato messo sotto inchiesta.

Nel 2004 il giornalista Brian Deer ha pubblicato sul Sunday Times un’inchiesta che fa emergere come lo studio di Wakefield fosse distorto da interessi economici 35. Il medico inglese aveva, infatti, omesso di rivelare che stava parallelamente conducendo anche un'altra indagine, commissionata da alcuni avvocati che intendevano intentare una causa contro il vaccino MPR.

Oltre ai difetti epidemiologici di questo studio (mancanza di un gruppo di controllo, esami endoscopici e neuropsicologici non eseguiti in “cieco”, comparsa dei sintomi gastroenterici dopo e non prima la comparsa di autismo per 7 dei 12 bambini), le indagini svolte da Deer negli anni successivi hanno dimostrato che Wakefield aveva alterato e falsificato la storia anamnestica dei pazienti per supportare i risultati della ricerca 36:

  • tre dei nove casi riportati nello studio come affetti da autismo regressivo non erano mai stati diagnosticati come autistici. Solo un bambino era affetto da autismo regressivo;
  • nonostante lo studio riportasse che prima della vaccinazione 12 bambini erano “normali”, cinque avevano una documentazione che attestava precedenti problemi dello sviluppo;
  • è stato riportato che alcuni bambini avevano sviluppato dei sintomi comportamentali nei giorni successivi alla vaccinazione, ma nella documentazione clinica era riportato che l’inizio di tali sintomi era avvenuto alcuni mesi dopo la vaccinazione;
  • in nove casi, i risultati istopatologici del colon sono stati alterati da “nessuna o una minima fluttuazione nelle cellule infiammatorie” a “colite non specifica”;
  • i genitori di otto bambini incolparono il vaccino MMR, ma 11 famiglie si presentarono con questa accusa in ospedale. L'esclusione di tre pazienti – che lamentavano sintomi comparsi mesi dopo la vaccinazione - ha contribuito a creare il sospetto di un arco temporale di 14 giorni;
  • i soggetti erano stati reclutati attraverso gruppi di persone contrari alla vaccinazione MPR e lo studio è stato commissionato e finanziato con l’obiettivo di avviare una vertenza legale.

Gli autori dello studio di Wakefield hanno firmato una dichiarazione con cui hanno ritirato le conclusioni del loro lavoro 37 “Vorremmo fare chiarezza sul fatto che nello studio non è stata determinata nessuna associazione causale tra il vaccino MPR e l’autismo, per la mancanza di dati. […] Pertanto siamo dell'opinione che ora sia venuto il momento di ritirare collettivamente e in modo formale le interpretazioni dei risultati dello studio”.

Nel frattempo l’Ordine dei medici inglesi - il British General Medical Council (GMC) - ha condotto un'inchiesta su Wakefield per cattiva condotta. L'inchiesta ha messo in luce che i bambini autistici oggetto di studio erano stati sottoposti a procedure mediche invasive non necessarie 38, come colonscopie e la punture lombari, e che Wakefield aveva agito senza la necessaria approvazione del Comitato Etico.

Il 28 gennaio 2010, il GMC lo ha riconosciuto colpevole di una trentina di capi d’accusa, tra cui disonestà e abuso di bambini con problemi di sviluppo affermando che Wakefield aveva "mancato ai suoi doveri come medico", agendo contro gli interessi dei suoi pazienti e "in modo disonesto e irresponsabile " nella conduzione della ricerca pubblicata.

Conclusioni

Nessuno degli oltre 25 studi condotti negli ultimi 15 anni ha confermato l’esistenza di una relazione causale tra vaccino MPR e autismo 4-34. Un recentissimo studio pubblicato su The journal of paediatrics conferma l’assenza di una possibile relazione tra i vaccini somministrati nei primi due anni di vita del bambino e lo sviluppo di disordini dello spettro autistico 39. L’ampia dimensione delle popolazioni studiate ha permesso di raggiungere un livello di potere statistico sufficiente a rilevare anche rare associazioni 33. Di fronte alla dimostrazione della falsificazione dei dati utilizzati per lo studio, il Lancet ha ritirato formalmente l’articolo 40 e Wakefield è stato radiato dall’ordine dei medici inglese 41.

La controversia avviata da Wakefield sulla sicurezza del vaccino MPR ha provocato in Inghilterra e in Europa una consistente caduta delle coperture vaccinali con la comparsa di migliaia di nuovi casi di morbillo, parotite e rosolia e l’insorgenza di importanti patologie che potevano essere state evitate con la vaccinazione 42-43. A questo si devono aggiungere le pesanti ricadute sociali ed economiche che questo allarmismo ingiustificato ha prodotto e continua a produrre.

Ultimi aggiornamenti

  • Studio su Science (febbraio 2014)44: nei modelli murini con autismo vi è una alterazione dell’attività di un neurotrasmettitore, il GABA, che avviene verso la fine della gravidanza. Nel topo sano, al momento del parto, si ha una inversione della funzione del GABA, che da eccitatorio diventa inibitorio sulla trasmissione nervosa; questa inversione è indotta da un ormone rilasciato dalla madre alla nascita, chiamato ossitocina. Nel topo malato, invece, questo cambiamento nell’attività del GABA non avviene. Inoltre, usando una sostanza che blocca l’azione dell’ossitocina in topi normali, si impedisce il passaggio del GABA all’azione inibitoria e si ha lo sviluppo di autismo nei topi;
  • Un altro articolo, pubblicato a marzo sul prestigioso NEJM45, ha dimostrato che nei bambini con autismo vi è uno sviluppo anomalo della corteccia cerebrale durante la vita prenatale. La corteccia cerebrale è fondamentale per regolare alcuni importanti funzioni cognitive come la memoria, illinguaggio, la capacità di ragionamento, ed è formata da cellule (neuroni) organizzate in strati sovrapposti; nei bambini con autismo l’architettura della corteccia è alterata;
  • Un articolo pubblicato su JAMA supporta il ruolo svolto da fattori genetici nello sviluppo di autismo46.

Questi articoli, come molti altri pubblicati negli scorsi anni, aggiungono evidenze a sostegno dell’azione di fattori ambientali o genetici che agirebbero prima della nascita, durante lo sviluppo del feto nell’utero materno. Questi studi, pertanto, confermano l’estraneità delle vaccinazioni nell’essere una possibile causa nello sviluppo della malattia.