Epidemia di morbillo. Raccomandazioni e indicazioni operative del Ministero della Salute


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Nota del 4 aprile 2017 “Circolare del Ministero della Salute n. 10740”

Il Ministero della Salute, con una nota indirizzata a Regioni, Province autonome e amministrazioni centrali, ha ritenuto opportuno ribadire alcune raccomandazioni, già contenute nel Piano Nazionale di Eliminazione Morbillo e Rosolia congenita 2010-2015, con indicazioni operative per la gestione dell’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese.

Per la gestione dei focolai epidemici, il Ministero della Salute raccomanda di:

  • offrire attivamente la vaccinazione ai contatti suscettibili di casi di morbillo entro 72 ore dall'esposizione. Nei casi in cui siano trascorse più di 72 ore dall'esposizione offrire, comunque, la vaccinazione per recuperare i suscettibili eventualmente non contagiati;
  • allertare i medici di medicina generale, i pediatri, i ginecologi e i medici ospedalieri e di Pronto Soccorso.

In presenza di focolai segnalati in asili nido, è possibile:

  • offrire attivamente la seconda dose ai bambini esposti e ai loro fratelli/sorelle vaccinati con una sola dose, anche se di età inferiore a quella prevista dal calendario vaccinale per la seconda dose;
  • offrire la prima dose ai bambini suscettibili esposti a partire dai 6 mesi di età.

Per quanto riguarda i bambini sotto i 6 mesi di età, le donne in gravidanza suscettibili e i pazienti immunodepressi, in cui il rischio di complicanze è aumentato se dovessero sviluppare la malattia, è raccomandata la somministrazione delle IgG entro 6 giorni dall'esposizione. Le persone che ricevono il vaccino MPR o le IgG come profilassi post-esposizione devono essere monitorate per l’eventuale comparsa di segni e sintomi compatibili con il morbillo per almeno un periodo corrispondente a quello di incubazione della malattia.

Relativamente alle epidemie nosocomiali, è raccomandata la messa in atto iniziative vaccinali supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni inclusi i soggetti a rischio (es. operatori sanitari), in particolare di:

  • Offrire la vaccinazione MPR agli operatori sanitari al momento dell’assunzione;
  • Verificare lo stato immunitario nei confronti del morbillo (documentazione scritta di avvenuta vaccinazione o malattia) degli operatori già assunti e vaccinare i soggetti suscettibili;
  • Verificare lo stato immunitario nei confronti della rosolia delle donne operatrici sanitarie in età fertile e vaccinare le suscettibili. 

A causa dell’elevata trasmissibilità del virus del morbillo, la possibilità di contagio nelle sale di attesa delle strutture sanitarie è alta, e le persone possono infettarsi dopo un tempo di esposizione relativamente breve. Il virus del morbillo può sopravvivere fino a 2 ore nell'aria o su oggetti e superfici e una persona suscettibile può essere infettata anche dopo che la persona malata ha già lasciato l’ambiente.  Il Ministero della Salute Pertanto, è utile ricordare di mettere in atto i protocolli per la prevenzione della trasmissione delle infezioni negli ospedali, negli ambulatori e nei Pronto Soccorso, che includono:

  • il mantenimento di un elevato livello di consapevolezza tra il personale sanitario della possibilità di trasmissione del morbillo in ambito nosocomiale;
  • l’esclusione dal lavoro degli operatori sanitari suscettibili esposti nel periodo d’incubazione;
  • l’immediato isolamento dei casi sospetti che si presentano al Pronto Soccorso o in qualsiasi area di attesa ambulatoriale;
  • la ricerca dei contatti che potrebbero essere stati contagiati nelle sale d’attesa;
  • l’offerta della vaccinazione post-esposizione ai contatti suscettibili;
  • il rafforzamento della sorveglianza sui casi acquisiti in ospedale.

Infine, viene sottolineata l'importanza di predisporre e diffondere materiale informativo per operatori e per le famiglie sul morbillo, sulla rosolia in gravidanza e sulla rosolia congenita e sull'efficacia e sicurezza della vaccinazione MPR.

Nota del 4 aprile 2017 “Circolare del Ministero della Salute n. 10740”