Colera


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Il colera è una malattia infettiva caratterizzata da diarrea acquosa che può, nel giro di qualche ora, portare a grave disidratazione. Se la malattia non è trattata, è letale in oltre il 50% dei casi.

L’agente responsabile è il Vibrio cholerae, un batterio a forma di bastoncino corto e ricurvo, capace, una volta superata la barriera gastrica, di produrre una potente tossina a cui si devono i sintomi della malattia.

Vie di trasmissione

L’infezione avviene in seguito all’ingestione di alimenti (verdura, frutta, molluschi) o in seguito alla assunzione di acqua contaminata da feci o vomito di persone infette.

Sintomi e complicanze

La malattia si manifesta, dopo una breve incubazione di 2-3 giorni, con diarrea intensa e con numerose scariche sempre più liquide e incolori, con aspetto tipico ad “acqua di riso” e con enormi perdite di liquidi e di sali minerali. Spesso vi è il vomito che aggrava lo stato di disidratazione. Il paziente è ipoteso, con pulsazioni cardiache elevate e con diuresi ridotta o addirittura assente. Se non si interviene tempestivamente con adeguata idratazione e reintegro dei sali minerali persi, la situazione clinica può portare a morte.

Impatto sulla popolazione

L’assenza o la carenza di acqua potabile o di acque contaminate e le inadeguate condizioni sanitarie di alcune aree, spesso unite a un generale stato di povertà e di degrado, sono le principali cause di diffusione del colera. Le aree tipicamente a rischio sono le periferie urbane o i campi di rifugiati, dove la totale mancanza di infrastrutture rende completamente inadeguate le condizioni sanitarie, e dove l’assenza di sistemi fognari efficienti favorisce la contaminazione delle acque. Queste condizioni fanno dei Paesi in via di sviluppo le aree a maggior rischio di diffusione della malattia. Nel 2005, in concomitanza con un aumento delle popolazioni vulnerabili, è stato registrato un aumento della diffusione della malattia. Nel 2006 i casi sono notevolmente aumentati per un totale di 236.896 contagi in 52 diversi Paesi. Tuttavia, il numero è sicuramente sottostimato, visto che si calcola che venga segnalato all’OMS solo il 10% dei casi effettivi. Nel periodo 2006-2008 sono stati registrati focolai ed epidemie di colera in Africa sub-sahariana e in Asia meridionale e orientale. Negli anni 2007 e 2008 l’Oms ha segnalato la presenza di epidemie di colera in Iraq e Zimbabwe. Nel febbraio del 2009, il ministero della Salute dello Zimbabwe ha segnalato oltre 65 mila casi di colera che hanno provocato la morte di circa 2 mila persone in tutto il Paese. L’epidemia si è poi estesa ai Paesi limitrofi, in particolare in Sud Africa e in Botswana. Nel luglio 2012 l’OMS ha segnalato epidemie di colera a Cuba riportando 158 casi con 3 decessi ed infine un’altra epidemia è stata segnalata ad ottobre in Sierra Leone dove il numero totale dei casi segnalato è stato di 20.736 con 280 decessi.

In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Nel 1994 si è verificata a Bari un’epidemia di limitate proporzioni, in cui sono stati segnalati meno di 10 casi. Da allora, l’unico episodio descritto risale all’agosto del 2008 in un soggetto di sesso maschile rientrato da un viaggio all’Estero (Egitto).

Caso clinico

Sierra Leone: epidemia colera, 10 mila casi e 176 morti

Emergenza colera in Sierra Leone dove da inizio anno si sono registrati 10 mila casi e 176 morti. La zona più colpita e' Freetown, la capitale del piccolo Paese dell'Africa occidentale, dove nell'ultimo mese sono morte 100 persone (repubblica.it - 21 Agosto 2012).

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  • Foto 1-2: Sierra Leone

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  • Foto 3-4: Sierra Leone

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    Foto 5: Haiti

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    Foto 6: Kinshasa