Pertosse


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La pertosse, detta anche tosse canina, è una malattia infettiva causata dal batterio Bordetella pertussis. La malattia colpisce tutte le età, ma interessa prevalentemente i bambini: il 38% dei casi riguarda i lattanti con meno di 6 mesi, il 71% dei casi interessa i bambini di età inferiore ai 5 anni.

Vie di trasmissione

Il contagio avviene dal malato alla persona sana suscettibile attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando.

La persona affetta da pertosse risulta essere contagiosa a partire dalle prime fasi della malattia fino al periodo della convalescenza. Un bambino con la pertosse può contagiare fino al 90% dei bambini suscettibili all’infezione con cui viene a contatto.

Non esistono portatori sani di pertosse, cioè persone che non sono malate ma che ospitano e diffondono il batterio; esistono solamente i malati in forma atipica o asintomatica. La malattia in forma asintomatica, però, è molto rara in quanto con un esame clinico approfondito del paziente possono essere messi in luce anche i sintomi meno specifici di un’infezione dell’apparato respiratorio.

La protezione che si acquisisce - con l’infezione o con la vaccinazione - diminuisce lentamente con il passare degli anni pertanto, una persona che ha contratto la pertosse o è stato vaccinato da bambino potrebbe riammalarsi da adulto, anche se in forma più lieve e/o atipica; quindi sono a rischio di contrarre la pertosse tutti quelli che sono stati vaccinati o hanno contratto la malattia in tempi più recenti.

Sintomi e complicanze

La pertosse in forma non complicata ha una durata di circa 6-10 settimane (in media 7 settimane) e attraversa tre stadi: a)catarrale, b) parossistico/convulsivo e c) convalescenza.

  • Lo stadio catarrale esordisce con starnuti, lacrimazione, raucedine, anoressia e svogliatezza. È presente una tosse notturna fastidiosa e spossante che gradualmente diventa diurna. Raramente si può avere la comparsa di febbre moderata, più di frequente la febbre è del tutto assente.
  • Lo stadio convulsivo è caratterizzato da accessi incontenibili di tosse stizzosa, che si concludono con un tipico “urlo inspiratorio” e l’espulsione di catarro molto denso e vischioso; a volte gli accessi di tosse sono seguiti da conati di vomito.
  • Lo stadio della convalescenza ha inizio di solito entro 4 settimane ed è caratterizzato dall’attenuarsi dei sintomi e miglioramento delle condizioni generali del paziente.

La pertosse è una malattia molto pericolosa nei bambini con meno di un anno perché può determinare complicanze gravi con danni invalidanti e permanenti. In media il 20% dei casi di pertosse richiede di essere ricoverato.

Tra le complicanze più frequenti ci sono:

  • emorragie sottocongiuntivali ed emorragie dal naso provocate dai colpi di tosse;
  • otiti medie per l’instaurarsi di una sovrainfezione batterica;
  • polmoniti e broncopolmoniti
  • crisi di apnea legate alla presenza del muco denso nelle vie aeree e durante gli accessi di tosse.

La complicanza più grave, invece, riguarda i danni a carico del sistema nervoso centrale, l’encefalopatia, che si verifica in 1-2 bambini su 1000 e può determinare paralisi, ritardo mentale ed altri disturbi neurologici.

Altre complicanze meno frequenti sono l’enfisema, il pneumotorace, convulsioni, l’ernia ombelicale e il prolasso rettale, gli svenimenti.

Impatto sulla popolazione

La pertosse è una malattia diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi dove non è ancora praticata la vaccinazione. Nel mondo il batterio causa 20-40 milioni di casi di pertosse e circa 200.000-400.000 morti ogni anno, il 90% dei quali si verifica nei Paesi in via di sviluppo.

La malattia è caratterizzata da un’elevata mortalità: 2 decessi ogni 1000 casi, e riguardano quasi totalmente i bambini entro l’anno di età (la percentuale aumenta se la malattia è contratta nel primo mese di vita). La causa principale di morte è la polmonite.

In Italia l’introduzione del vaccino contro la pertosse ha permesso di ridurre notevolmente i casi di malattia, dagli oltre 13.000 casi all’anno all’inizio del 1990 alle poche migliaia di oggi.

Un esempio: nel 1998 ci sono stati 6.891 casi di pertosse, introducendo la vaccinazione si è arrivati ad avere, nel 2008, 268 casi con un’incidenza di 0.4 per 100.000 abitanti. Un ottimo risultato si è ottenuto anche nei Paesi in via di sviluppo dove l’introduzione del vaccino ha permesso di prevenire circa 750.000 morti a partire dal 1997.