Vaccini obbligatori per l'accesso al nido e alla scuola materna in Toscana


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E’ difficile mettere in dubbio che l’adesione libera e consapevole alle vaccinazioni perché sono una scelta di eccezionale importanza per i propri figli (e per sé) sia lo scenario che chi si occupa di vaccinazioni si auguri di vedere prima o poi realizzato.

D’altro canto, va considerato che, specie in tema di vaccinazioni pediatriche, la scelta di vaccinarsi o meno non ha ricadute solo individuali, ma anche sociali. Il mancato raggiungimento di elevate coperture vaccinali, anzi il loro progressivo regresso, mette a rischio la salute della comunità, nella quale la malattia non può essere controllata o eliminata, continuando a portare un notevole carico di complicanze e talora morti. E soprattutto, mette a repentaglio la salute dei bambini affetti da malattie gravi del sistema immunitario, che non possono essere vaccinati per ragioni mediche. In presenza di un numero rilevante di bambini non immunizzati in una classe scolastica per pregiudizi fondati su false informazioni, i rischi per i soggetti più deboli diventano notevoli.

Quando la notizia scientificamente documentata è messa costantemente sullo stesso piano di quella ‘ad effetto’ ma senza alcuna fondamento reale, risultandone un comprensibile disorientamento dei genitori, si rende indispensabile segnalare e sostenere la scelta delle vaccinazioni per mantenere e migliorare lo stato di salute dei bambini attraverso forti azioni di indirizzo. Quelle previste dal disegno di legge regionale approvato recentemente dalla Giunta Regionale Toscana prevedono l’obbligo di immunizzazione per l’accesso ad asili e scuole materne.

Le disposizioni della legge regionale toscana sono in linea con le raccomandazioni del Comitato Nazionale di Bioetica, che ha rimarcato recentemente come occorra «porre in essere, in caso di situazioni di allarme, azioni ripetute e adottare provvedimenti di urgenza ed eventuali interventi legislativi necessari a ripristinare o raggiungere un livello accettabile di sicurezza sanitaria ottenibile mediante il mantenimento di elevate coperture vaccinali».

Si tratta di norme pensate per proteggere la comunità e in particolare: 

  • chi ha le difese immunitarie compromesse
  • i bambini piccoli, non ancora vaccinati
  • i bambini che pur essendo stati sottoposti a tutte le vaccinazioni raccomandate, non hanno sviluppato una risposta immunitaria sufficiente a proteggerli adeguatamente.

Insieme a queste importanti iniziative, il cui unico obiettivo è la tutela della salute dei bambini, in particolare di quelli più deboli, e dell’intera popolazione regionale, è necessario e cruciale continuare a mettere in atto tutte le strategie necessarie per fugare i dubbi dei genitori, ascoltandoli con attenzione, manifestando comprensione per i loro dubbi e per le loro paure, e illustrando con chiarezza e comparativamente i gravi danni causati dalle malattie insieme ai modesti rischi derivanti dalla somministrazione dei vaccini.

Considerando quanto già deliberato sulla stessa materia dalla Regione Emilia Romagna, la Regione Toscana ha ritenuto importante, al fine di superare l’anacronistica distinzione tra due tipologie di vaccinazioni, obbligatorie e raccomandate, che lo stesso obbligo sia necessario per tutti i bambini che frequentano i servizi educativi prescolari e riguardi pertanto tutte le vaccinazioni che fanno parte del Piano Regionale delle Vaccinazioni della Regione Toscana.

Ma accanto a questi provvedimenti, legati all’emergenza informativa che stiamo vivendo da qualche anno, è necessario moltiplicare gli sforzi per comunicare in modo sempre più chiaro ed efficace i benefici delle vaccinazioni e il loro eccellente livello di sicurezza. La sfida resta quella di fare ‘cultura vaccinale’ nel senso più elevato del termine, cioè portando sia le evidenze scientifiche, ma anche le storie umane di chi ha dovuto subire le conseguenze drammatiche di malattie che si possono efficacemente prevenire con prodotti di elevatissima sicurezza.

Paolo Bonanni

Professore Ordinario di Igiene

Università degli Studi di Firenze

Comitato Scientifico ‘VaccinarSì’