Dopo Rimini: tornare alla ragione e alla fiducia


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La sentenza di appello di Bologna, che ha ribaltato il giudizio di primo grado per la causa di indennizzo nella quale era stato riconosciuto – contro ogni evidenza scientifica – il nesso tra vaccinazione MPR e autismo, chiude finalmente una vicenda che tanto danno ha fatto alla fiducia dei nostri cittadini nelle vaccinazioni. Ne è prova il drammatico calo delle coperture vaccinali che si è registrato negli ultimi due anni.

Si è tentato di fare credere che la vaccinazione contro il morbillo, parotite e rosolia fosse inutile e pericolosa, che vi fosse qualche connessione con l’autismo (disconoscendo almeno 25 studi che dimostrano esattamente il contrario), propagando il dubbio che la vaccinazione venisse fatta solo per un complotto organizzato di tutta la comunità scientifica, ad esclusivo interesse delle "multinazionali del farmaco".

Purtroppo la natura si incarica di svelare, prima o poi, l’assurdità e i danni che conseguono al dare credito a indimostrate teorie anti-scientifiche.

La vicenda dei casi di morbillo che si sono verificati a Disneyland (ad oggi in California sono 130, alcuni anche molto gravi, il 20% circa ha richiesto il ricovero in ospedale) a causa del rifiuto di alcuni genitori statunitensi di vaccinare i propri figli per motivi ideologici ne è il paradigma che, curiosamente, ha preceduto di poco la notizia della sentenza di Bologna.

Questa vicenda giudiziaria richiede alcune riflessioni, per non incorrere in futuro in simili errori.

Anzitutto, non si devono proporre risposte sbagliate ad un vero problema, perché il risultato finale è un doppio danno. I genitori dei bambini affetti da autismo meritano tutta la nostra solidarietà e vicinanza umana, ed anche concreti aiuti economici e strutture di sussidio al loro grave problema; ma non è incolpando le vaccinazioni che si risolve la questione, anzi: così facendo si crea un grave pericolo. Diminuendo le coperture vaccinali, si causa il ritorno di malattie molto serie come il morbillo e la rosolia congenita, che, paradossalmente, è invece una delle condizioni che si accompagnano ad una più elevata probabilità di autismo per il danno encefalico che tale sindrome provoca.

Giova ricordare ancora una volta che se un fenomeno ne precede un altro, non per questo il primo è necessariamente causa del secondo. Non sembri irrispettoso per le gravi problematiche che stiamo trattando il paragone che proponiamo, serve solo per comprendere il ragionamento: dire che l’autismo è causato dal vaccino MPR (o dal vaccino esavalente, come ancora una volta in modo incredibile giudicato dal tribunale di Milano in primo grado qualche mese fa) solo perché, tra i tanti vaccinati con MPR, a qualcuno viene diagnosticato l’autismo nei mesi successivi, è come affermare che fare colazione al mattino con caffè e biscotti è la causa degli incidenti stradali che si verificheranno durante la giornata, solo perché la colazione (fatta dal 90% degli automobilisti) è precedente temporalmente all’incidente che qualcuno tra i conducenti avrà inevitabilmente (è un fatto legato alla probabilità statistica). Ci vuole una verifica di almeno altri 5 criteri (devono essere tutti contemporaneamente presenti), oltre a quello temporale, per accertare l’eventuale rapporto causa-effetto tra due eventi.

In secondo luogo, è importante capire che le sentenze dei tribunali non possono sostituirsi alla evidenza scientifica. Se una sentenza dice esattamente l’opposto di quello che l’intera comunità di chi studia le cause delle malattie sostiene – non sulla base di idee o teorie, ma su dati vagliati da più revisori indipendenti e pubblicati su riviste accreditate, e in numero tale da non lasciare dubbi – da che parte potrà stare la verità? Può un giudice stabilire una verità scientifica?

È a questo punto che di solito viene proposta la spiegazione che fa leva sulla teoria del “complotto” generalizzato. I vaccini in realtà sarebbero pericolosi e non servirebbero a nulla, lo saprebbero bene tutti i rappresentanti della cosiddetta “medicina ufficiale”, tutti conniventi perché deviati irrimediabilmente dagli interessi dei produttori di vaccino. Si fa fatica a pensare che, se fosse davvero così, non ci sarebbe nessuno tra gli esperti del settore che non denuncerebbe l’inganno. Davvero triste e angosciante pensare, in una visione manichea – noi i “buoni”, gli altri tutti malvagi – che il mondo della scienza sia un blocco uniforme, monolitico, di corrotti.

Certamente, tra mondo della ricerca e mondo dell’industria farmaceutica ci sono rapporti di collaborazione, di scambio e di consulenza: ma come pensiamo altrimenti che si trasferirebbero le ricerche fatte in laboratorio, o su piccoli numeri di soggetti, alla produzione su grande scala? Se il laboratorio di ricerca trova un nuovo farmaco anti-tumorale che funziona, come crediamo che possa essere disponibile per i malati, se non attraverso una collaborazione continua tra chi scopre il farmaco innovativo e chi ha la possibilità (l’industria) di produrlo su larga scala con le massime garanzie di sicurezza e qualità? Lo stesso accade, ovviamente, per i vaccini.

Ci scandalizza forse che l’ingegnere edile che ha progettato un ponte collabori e sia continuativamente in rapporto con l’impresa che costruisce il ponte, al fine di controllare che la costruzione sia ben fatta, sia di qualità e regga nel tempo? Perché facciamo così fatica a capire lo stesso concetto nel campo medico?

E se si trova una mela marcia, smettiamo di mangiare ogni mela perché una si è svelata “cattiva”? Pensiamo davvero che se si trova un vigile, un avvocato, un magistrato, un medico corrotto significhi che tutti i vigili, tutti gli avvocati, tutti i magistrati, tutti i medici siano corrotti?

Il vero problema non è se l’industria farmaceutica guadagna nel produrre un vaccino (quale industria al mondo non ha quale proprio obiettivo fare un profitto ragionevole?), ma se quello che produce è utile o no per la salute, e se quanto viene pagato per quel vaccino dalle autorità sanitarie è un giusto prezzo per il beneficio che dal suo utilizzo può derivare.

Quello che invece i genitori dei bambini autistici non meritano è una spiegazione falsa delle loro sofferenze: venire convinti che c’è un falso colpevole, al contrario del tutto innocente (il vaccino).

Non meritano anni di passione in aule giudiziarie, convinti a intraprendere e continuare il percorso processuale da qualcuno che invece i propri conflitti di interesse li nasconde molto bene: sono i guadagni legati alle percentuali e alle parcelle per patrocinare le cause, o i guadagni di chi propone improbabili cure alternative a costi notevoli per le proprie visite “specialistiche”.

È ora di ri-iniziare ad usare bene la nostra ragione; ad avere fiducia in chi non ci chiede solo un atto di fede ma ci dimostra quanto afferma con dati verificabili; a smettere di seguire le sirene che portano soltanto a perdersi…

È tempo di ricominciare a vaccinare con tanta fiducia, perché i vaccini sono la più grande scoperta al servizio della salute mai fatta dal genere umano.