Prevenire il tumore della cervice uterina… a ritmo di rock!


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Christine Baze, ragazza newyorkese, abbandona gli studi per dedicarsi alla musica, la sua grande passione. Ma la sua vita cambia quando le diagnosticano il cancro.

Ho sempre pensato che sarei diventata una rockstar.

Era il mio sogno, fino al 18 aprile 2000.

A gennaio di quell’anno, lasciai il mio lavoro per perseguire la mia passione: la musica.

La mia band stava riscuotendo un discreto successo, e non sarei potuta essere più felice; finché non comparve il sangue.

Chiamai il mio ginecologo, che mi disse di non preoccuparmi.

Quindi, non ci pensai.

Andai avanti a far concerti e scrivere canzoni; quelli furono i tre mesi più belli della mia vita. Ero così felice, e mi sentivo così fortunata.

Non sapevo che quella felicità non sarebbe durata.

Nel mese di marzo, andai ad eseguire il Pap-test, come facevo ogni anno da quando avevo diciotto anni.

Fino ad allora, avevo sempre avuto risultati normali.

Mi dissero che avevano riscontrato una crescita di cellule displastiche a livello della cervice uterina, e che avrei dovuto fare una colposcopia per poter eseguire una biopsia.

Sapevo a malapena dove si trovasse il collo dell'utero, e non capivo nulla dei discorsi sulla mutazione cellulare. Mi dissero che la displasia, se non trattata, avrebbe potuto trasformarsi in cancro negli anni a venire.

Cancro?

A me?

Il medico mi assicurò che non avrei sviluppato il cancro, e che ci saremmo incontrati nuovamente la settimana successiva per esaminare i risultati della biopsia e pianificare l’applicazione della tecnica Leep (“Loop Electrosurgical Excision Procedure”, che in italiano si traduce con “procedura di escissione elettrochirurgica ad ansa”), un intervento chirurgico delicato che ha la finalità di raschiare le cellule malate.

Si sbagliava.

Alle 8:15 del mattino del 18 aprile, ricevetti una telefonata, che mi confermava un appuntamento che non avevo mai preso, con un medico che non conoscevo.

La donna al telefono, rendendosi conto che non sapevo di che appuntamento parlasse, si scusò, e incespicò nelle sue parole dicendomi che mi chiamava per confermare un appuntamento con un oncologo specializzato in tumori ginecologici.

Fu così che scoprii di avere il cancro.

Successe tutto molto in fretta.

Mi venne diagnosticato un cancro invasivo della cervice uterina con un’estesa invasione linfatica.

Mi sottoposero ad isterectomia radicale – ovvero, l’asportazione chirurgica dell’utero – dieci giorni dopo la diagnosi.

Un mese dopo, fui sottoposta ad una procedura laparoscopica per allontanare le ovaie dalla zona a rischio.

Successivamente, ogni giorno, per 5 settimane, mi sottoposi a radioterapia pelvica, in associazione a 4 cicli di chemioterapia, seguiti da 3 cicli di radiazione interna (brachiterapia).

Le hanno provate tutte per salvarmi.

Nell’arco di quattro mesi superai tutto. Tutto, ad eccezione della profonda depressione che mi aveva assalito.

Tutti sanno che il trattamento è difficile, e tutti vedono il tributo che deve pagare il tuo corpo.

Ma per me, la depressione che seguì il trattamento fu anche peggio.

Nel momento in cui il mio corpo smise di essere aggredito, la mia mente iniziò a digerire tutto quello che era successo. Mi sentivo come se avessi perso tutto.

E, al termine di tutto questo, l'unica cosa che mi era sempre interessata e che mi aveva reso sempre felice, non c'era più.

La musica era sparita.

Non potevo suonare, cantare o scrivere canzoni.

Non avevo più voglia di fare la cosa che mi era sempre piaciuta di più nella vita.

Non sapevo più chi fossi.

Decisi di scuotermi da quella condizione: psicoterapia individuale e di gruppo; anti-depressivi, agopuntura, yoga; iniziai a tenere un diario; Reiki, e altro ancora.

Feci tutto ciò che potevo per combattere la depressione, e alla fine i miei tentativi cominciarono a dare i loro frutti. Il tempo, sicuramente, ha giocato un ruolo importante. Il tempo, e il fatto che avevo deciso che non potevo rinunciare. Avevo lavorato troppo duramente per sopravvivere… e rivolevo la mia vita.

Dopo la ricaduta del 2001, tornai finalmente al mio lavoro; mi sentivo forte fisicamente ed emotivamente, ma ancora non riuscivo a tornare alla musica. Mi sentivo come se quel lato di me non esistesse più, come se se ne fosse andato con il mio utero, senza poter tornare indietro.

Ma poi, vidi il film "Harold e Maude".

Maude è una donna anziana che abbraccia tutto quello che c'è da abbracciare nella vita. Ogni sensazione - tatto, gusto, olfatto - vive il momento; e insegna a questo giovane ragazzo, Harold, a fare lo stesso.

Ero attratta dallo spirito di Maude e dal suo entusiasmo; così come dalla colonna sonora di Cat Stevens.

Ascoltai la canzone "Trouble", che mi avvicinò di nuovo al pianoforte; era come se quella canzone fosse stata scritta apposta per me; come se raccontasse la storia dell'ultimo anno e mezzo della mia vita.

 

Questo è stato il momento in cui sono tornata al pianoforte.

 

Da allora, la vita mi ha fatto vivere ogni genere di esperienza nuova e meravigliosa.

Ho deciso che volevo ricompensare dell’aiuto che avevo ricevuto tramite una raccolta fondi e un’attività di sensibilizzazione rivolta alle altre donne, affinché non debbano affrontare quello che ho dovuto affrontare io.

Ho deciso di fare un concerto di beneficenza e l’ho chiamato "PopSmear".

L’avrei fatto nel mio cortile, ma presto finì per diventare un grande evento.

Jim's Big Ego, The Mudhens, and Catie Curtis furono tutti d'accordo di prenderne parte. Amy Brooks della WBOS presentò la serata.

Abbiamo riempito il Paradise Rock Club di Boston, e raccolto 10.000 dollari per la causa!

E' stata davvero una delle migliori serate della mia vita, come persona, come musicista, e come sopravvissuta al cancro.

 

Christine Baze durante un suo concerto

Nel 2003, ho deciso di mettermi in gioco; ho creato il “The Yellow Umbrella Tour”, e sono andata in sei città. Ms. Magazine mi ha nominata una delle "50 donne che hanno fatto la differenza nel 2003". Da quel momento, abbiamo ripetuto il tour ogni anno, arrivando in ottantasei città, e portando la sensibilizzazione e l'educazione delle donne sul cancro della cervice uterina, l’Hpv, e le moderne tecnologie a disposizione per aiutare le donne a rimanere in salute.

Christine Baze ha creato una organizzazione non-profit con il nome di PopSmear.org (ora www.theYellowUmbrella.org) con lo scopo di diffondere tra le donne l’informazione sulla prevenzione del cancro della cervice uterina

È davvero importante che le donne capiscano che il cancro delcollo dell'utero è causato dall’Hpv, un virus, e che sono disponibili nuove eccezionali tecnologie per aiutarci a prevenirlo.

Ora esiste un vaccino contro l’Hpv, creato allo scopo di prevenire la maggior parte dei casi di cancro del collo dell'utero (per le ragazze e le donne tra i 9 e i 26 anni): è disponibile un test per l’infezione da papilloma virus (Hpv-test), che può essere effettuato in associazione al Pap-test (per le donne sopra i 30 anni), e anche una tecnica di Pap-test migliore (per tutte le donne).

Queste tecnologie non erano disponibili per me, ma lo sono ora, e possono aiutare a prevenire il cancro del collo dell'utero.

Nel mio caso, il Pap-test standard non era stato abbastanza, perché, nonostante la visita ginecologica annuale, non aveva individuato il cambiamento di crescita cellulare di anno in anno (i tumori a cellule squamose impiegano 5-10 anni per svilupparsi).

Il Pap-test può sbagliare fino al 50%. Ma l’esecuzione del Pap-test in combinazione con il test Hpv arriva a diagnosticare quasi il 100% dei tumori. E il test per l’Hpv è l'unico modo in cui è possibile conoscere se si è portatori del virus prima che la malattia diventi invasiva; questo è il motivo per cui è così importante conoscere il proprio stato di portatore. È incredibile, e ogni donna dovrebbe saperlo.

Quindi, questo è il mio messaggio per tutte le donne:

  • Ogni donna di età compresa tra i 9 e i 26 anni, dovrebbe fare il vaccino anti-Hpv

  • Ogni donna di età superiore ai 18 anni, dovrebbe sottoporsi al Pap-test.

  • Ogni donna di età superiore ai 30 anni, dovrebbe essere sottoposta a screening, e il particolare all’Hpv-test, in associazione al Pap-test.

Donne: Non saltate la visita ginecologica annuale. Andateci, e parlate con il vostro medico. Apprendete le nozioni riguardanti la salute della cervice uterina; siate attive e consapevoli.

Proteggetevi con il vaccino, e poi continuate lo screening con le tecniche migliori – il Pap-test e il test Hpv.

Mi sento così fortunata di avere l’opportunità di condividere la mia storia, condividere la mia musica, e fare la differenza. Sono grata a tutti gli sponsor, ai volontari, agli amici, e alla mia famiglia, per il loro sostegno, e il loro amore.

Quando le persone credono in quello che stanno facendo, cose meravigliose possono accadere, e questa è una cosa incredibile.

Grazie per il supporto.

La storia originale di Christine si trova su: “Adult Vaccines:Personal Testimonies” Vaccine information you need.