Il vaccino protegge dalla malattia causata dal virus dell’ encefalite da zecca (TBE).
L'encefalite da zecche (Tick-Borne Encephalitis, TBE) è una malattia infettiva causata dal virus dell'encefalite da zecche (TBEV). L'infezione si trasmette principalmente attraverso il morso di una zecca infetta, mentre, più raramente, può essere acquisita mediante il consumo di latte o prodotti lattiero-caseari non pastorizzati provenienti da animali infetti.
Dopo un periodo di incubazione che varia generalmente da 7 a 28 giorni, l'infezione può manifestarsi inizialmente con febbre, malessere, cefalea, nausea e dolori muscolari. In una parte dei casi può seguire una seconda fase caratterizzata dall'interessamento del sistema nervoso centrale, con meningite, encefalite o altre manifestazioni neurologiche che possono lasciare esiti permanenti.
La malattia è presente in numerose aree dell'Europa e dell'Asia, e considerata endemica in Italia con presenza in alcune specifiche regioni principalmente del Nord.
La vaccinazione rappresenta il mezzo più efficace per prevenire la malattia nelle persone esposte al rischio di punture di zecca. È importante ricordare che il vaccino protegge esclusivamente contro il virus dell'encefalite da zecche e non contro altre infezioni trasmesse dalle zecche, come la malattia di Lyme. Per questo motivo è sempre necessario adottare adeguate misure di protezione individuale contro le punture di zecca.
Per maggiori informazioni sulla malattia si rimanda alla specifica sezione del sito.
Quali vaccini sono disponibili e come sono fatti?
Attualmente in Italia è disponibile un vaccino inattivato contro il virus dell'encefalite da zecche (TBEV), costituito da virus intero inattivato e purificato, incapace di causare la malattia.
Il vaccino è disponibile in una formulazione pediatrica (1-15 anni) e in una formulazione per adolescenti e adulti (a partire dai 16 anni).
Il ciclo vaccinale di base prevede tre dosi, somministrate per via intramuscolare:
- 1ª e 2ª dose: a distanza di 1-3 mesi;
- 3ª dose: da 5 a 12 mesi dopo la seconda dose.
Richiamo nei soggetti di età uguale o superiore a 16 anni
Nei soggetti di età tra i 16 e i 59 anni compresi è prevista la prima dose di richiamo dopo 3 anni; le successive ogni 5 anni. Si utilizza la formulazione per adolescenti e adulti.
Nei soggetti di età uguale o superiore ai 60 anni le dosi di richiamo si somministrano ogni 3 anni. Si utilizza la formulazione per adolescenti e adulti.
Richiamo nei soggetti di età compresa tra 1 e 15 anni
Nei soggetti di età tra 1 e 15 anni compresi la prima dose di richiamo va effettuata 3 anni dopo il ciclo primario; le successive ogni 5 anni. Si utilizza la formulazione pediatrica.
Chi si deve vaccinare?
La vaccinazione è raccomandata alle persone che vivono, lavorano o soggiornano in aree endemiche e che sono esposte al rischio di punture di zecca durante attività svolte all'aperto.
Sono considerate maggiormente a rischio:
- residenti in aree boschive o rurali endemiche;
- escursionisti, campeggiatori, cacciatori e cercatori di funghi;
- lavoratori forestali, agricoli e altre categorie professionali esposte;
- persone che praticano attività ricreative o sportive in ambienti naturali.
In Italia la maggior parte dei casi è segnalata nelle regioni del Nord-Est, in particolare in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia Autonoma di Trento, sebbene negli ultimi anni siano stati notificati casi anche in altre aree.
Quando si effettua la vaccinazione?
La vaccinazione può essere iniziata in qualsiasi periodo dell'anno. Poiché il rischio di infezione è maggiore durante la primavera e l'estate, quando le zecche sono più attive, è preferibile iniziare il ciclo vaccinale nei mesi autunnali o invernali, così da completare almeno le prime due dosi prima dell'inizio della stagione di maggiore esposizione.
Chi non deve essere vaccinato?
La vaccinazione è controindicata nelle persone che abbiano manifestato una grave reazione allergica (anafilassi) a una precedente dose del vaccino o a uno dei suoi componenti. Nelle donne in gravidanza la vaccinazione deve essere presa in considerazione solo quando il rischio di esposizione al virus è elevato e dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio. Durante l'allattamento la vaccinazione può essere effettuata dopo valutazione medica del rischio individuale.
Le persone affette da malattie autoimmuni o sottoposte a terapie immunosoppressive possono essere vaccinate; tuttavia la risposta immunitaria potrebbe risultare ridotta. In questi casi è opportuno che il percorso vaccinale venga valutato dal medico o dal centro vaccinale.
Il vaccino può essere co-somministrato con altri vaccini, utilizzando sedi di iniezione differenti.
Non sono note interazioni con altri farmaci o prodotti immunobiologici, vaccini compresi.
Quando rimandare la vaccinazione?
La vaccinazione dovrebbe essere rimandata in presenza di una malattia acuta moderata o grave, con o senza febbre, fino alla guarigione.
Un comune raffreddore o una lieve infezione non rappresentano generalmente una controindicazione alla vaccinazione.
I vantaggi della vaccinazione
La vaccinazione rappresenta il mezzo più efficace per prevenire l'encefalite da zecche e le sue complicanze neurologiche. Numerosi studi osservazionali condotti in Paesi europei dove la vaccinazione è utilizzata da molti anni hanno dimostrato un'elevata efficacia del vaccino, superiore al 90% nei soggetti che completano il ciclo vaccinale, sia nella prevenzione dell'infezione sia delle forme più gravi della malattia. La vaccinazione riduce inoltre il rischio di ricovero ospedaliero e di sequele neurologiche permanenti associate all'infezione.
È importante ricordare che il vaccino protegge esclusivamente contro il virus dell'encefalite da zecche (TBEV) e non contro altre infezioni trasmesse dalle zecche, come la malattia di Lyme. Per questo motivo è sempre necessario adottare misure di protezione individuale contro le punture di zecca, quali l'utilizzo di indumenti adeguati, repellenti e l'ispezione accurata della cute dopo le attività all'aperto.
I rischi della vaccinazione
Come tutti i farmaci, anche il vaccino contro l'encefalite da zecche può causare effetti indesiderati; tuttavia presenta un favorevole profilo di sicurezza. Gli effetti indesiderati più frequenti sono generalmente lievi e transitori e comprendono:
- dolore, arrossamento o gonfiore nella sede di iniezione;
- cefalea;
- affaticamento;
- dolori muscolari o articolari;
- nausea;
- febbre, più frequente nei bambini.
Questi sintomi compaiono generalmente entro pochi giorni dalla vaccinazione e si risolvono spontaneamente.
Le evidenze scientifiche disponibili confermano che i benefici della vaccinazione superano ampiamente i possibili rischi nelle persone per le quali essa è raccomandata.
Per saperne di più
Per qualsiasi dubbio o necessità di approfondimento, rivolgiti al tuo medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o al centro vaccinale di riferimento, che potranno fornirti informazioni aggiornate e indicazioni personalizzate.
Fonti / Bibliografia
- Cocchio, S. et al. Do We Know the True Burden of Tick-Borne Encephalitis? A Cross-Sectional Study. Neuroepidemiology 54, 227–234 (2020).
- AIFA - Ricerca Farmaco. https://medicinali.aifa.gov.it/it/#/it/dettaglio/0....
- Dettaglio Deliberazione della Giunta Regionale - Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblic....
- Ruzek, D. et al. Tick-borne encephalitis in Europe and Russia: Review of pathogenesis, clinical features, therapy, and vaccines. Antiviral Res. 164, 23–51 (2019).


