Vaccinarsi contro le Meningiti batteriche


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Le curve epidemiologiche di confronto tra epoca pre e post vaccinale dimostrano una netta diminuzione del numero dei casi nel corso degli anni. Appare inequivocabile che le vaccinazioni abbiano cambiato significativamente l'incidenza delle malattie per le quali esiste vaccinazione, salvando vite umane, diminuendo gli esiti di malattia, riducendo complessivamente la sofferenza della popolazione e migliorando la qualità della vita.

La malattia prima e dopo la campagna vaccinale in Italia

In Italia dal 1994 è attivo un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che dal 2007 si è ampliato e include tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo. La sorveglianza coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità è estesa a tutto il territorio nazionale.

Infezione da Haemophilus influenzae: memingite da Hib

La vaccinazione anti-Hib è stata introdotta nel 1995 e inclusa nel Calendario Nazionale delle Vaccinazioni nel 1999. La copertura vaccinale ha raggiunto il 95,6% nei bambini al 24° mese di età (dati 2009, DG Prevenzione – Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali). Come si può notare dal grafico sottostante all'aumentare della copertura vaccinale, negli anni è diminuita l'incidenza di infezioni invasive da Hib.

Figura 1

Figura 2

Grazie a una buona campagna vaccinale, Haemophilus influenzae è passato dall'essere l'agente patogeno più frequentemente responsabile di meningiti batteriche ad uno dei meno frequenti. Tuttavia esso necessita ancora di costante attenzione. L'infezione può colpire tutti ed è causa di meningite e sepsi; sono rari i casi descritti di fallimenti vaccinali.

Figura 3

Meningite da Neisseria meningitidis (meningococco)

In Europa il vaccino per il meningococco coniugato è stato introdotto a partire dal 1999. In Paesi come il Regno Unito dove a partire dalla fine degli anni novanta sono state introdotte campagne di vaccinazione per differenti fasce d’età, i casi malattia invasiva da meningococco sono diminuiti in maniera sensibile, come mostra il grafico che segue:

Figura 4

In Italia il Piano nazionale vaccini 2012-2014 ha introdotto la vaccinazione con il vaccino coniugato per il meningococco per tutti i nuovi nati al 13° mese (dose singola) e inoltre per tutti i soggetti non precedentemente vaccinati tra 11 e 18 anni; prima il vaccino era raccomandato solo per i soggetti a rischio e dal 2006 le Regioni italiane hanno cominciato a proporre il vaccino seppur con diverse modalità di offerta.

Come si evince dalla tabella sottostante, negli anni il numero di casi di malattia invasiva da meningococco C è diminuita a partire dal 2005, anno di introduzione della vaccinazione universale nei bambini in molte regioni italiane. Le fasce maggiormente interessate continuano ad essere i soggetti tra 1 e 4 anni con un secondo picco negli adolescenti.

L'andamento della malattia invasiva da meningococco conferma comunque la necessità di continuare la vaccinazione nel primo anno di vita e nell'adolescente.

Figura 5

Rapporto ISTISAN 12/25: La sorveglianza delle meningiti e delle altre malattie batteriche invasive in Italia, anni 2005-2009

Malattia Invasiva da Streptococcus pneumoniae (pneumococco)

La malattia invasiva da pneumococco è una malattia stagionale che può interessare qualsiasi fascia d'età, ma è più frequente nei bambini tra i 2 mesi e i 3 anni d'età, con picchi d'incidenza tra i 6 e i 18 mesi, e nell'anziano. Streptococcus pneumoniae può causare, oltre alla meningite, quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l'otite. Come si evince dal grafico sottostante l'introduzione della vaccinazione con vaccino antipneumococcico ha modificato nettamente l'epidemiologia della malattia negli USA.

Figura 6