Vaccinarsi contro il Tetano


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Le curve epidemiologiche di confronto tra epoca pre e post vaccinale dimostrano una netta diminuzione del numero dei casi nel corso degli anni. Appare inequivocabile che le vaccinazioni abbiano cambiato significativamente l'incidenza delle malattie per le quali esiste vaccinazione, salvando vite umane, diminuendo gli esiti di malattia, riducendo complessivamente la sofferenza della popolazione e migliorando la qualità della vita.

La malattia prima e dopo la campagna vaccinale in Italia

L'attuale epidemiologia del tetano in Italia riflette l'offerta della vaccinazione negli anni. Dal 1963, infatti, la vaccinazione è prevista per tutti i nuovi nati, e da oltre 20 anni viene vaccinato oltre il 90% dei bambini. La vaccinazione estesa ha fatto sì che il numero totale di casi si sia ridotto dell'86% dalla metà degli anni Cinquanta a oggi. Attualmente il tetano colpisce soprattutto persone anziane, non vaccinate o vaccinate in maniera inadeguata. Al contrario di quanto avviene per le malattie che si trasmettono da persona a persona, quindi, il raggiungimento di coperture vaccinali elevate non consente di ottenere un effetto di protezione indiretta di popolazione (herd immunity). Inoltre, la presenza ubiquitaria nell'ambiente delle spore tetaniche rende impossibile l'eliminazione della malattia. Quindi ogni individuo non adeguatamente vaccinato è potenzialmente a rischio di contrarre questa infezione.

Vaccino DTPa (Difterite-Tetano-Pertosse acellulare)

Figura 1

Dalla seconda metà degli anni Cinquanta alla prima metà dei Sessanta, le notifiche di tetano risultavano in media 722 per anno (1,4 casi per 100.000 abitanti). Successivamente, e fino alla prima metà degli anni Settanta, si osserva una brusca riduzione del numero dei casi, fenomeno che ha coinciso con l'introduzione della vaccinazione obbligatoria nei bambini all'inizio degli anni Sessanta. In seguito, la diminuzione dei casi è avvenuta più lentamente, fino a raggiungere il minimo storico di 49 casi nel 2005 (da 105 casi nel 1996). L'ultimo caso di tetano neonatale risale al 1982.

Figura 2

Andamento del numero dei casi di tetano in Italia dal 1996 al 2006 (fonte: ministero della Salute)

In base ai dati dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel 2005 sono stati riportati nel mondo 15.516 casi di tetano e, fra il 2000 e il 2003, sono stati stimati 290 mila morti. Nonostante i grandi successi raggiunti, l'incidenza del tetano in Italia è circa 10 volte superiore alla media europea e statunitense. Resta quindi fondamentale offrire la vaccinazione a chi non è vaccinato, soprattutto le persone anziane, e verificare l'esecuzione dei richiami. È inoltre importante che lo stato vaccinale per il tetano sia verificato anche in occasione di traumi modesti, in modo da eseguire se necessario la profilassi post-esposizione.

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