Ritardare i vaccini aumenta il rischio di convulsioni febbrili

Il rischio che si verifichino convulsioni febbrili dopo la prima dose di Mpr è maggiore posticipandola di alcuni mesi.

È il risultato di uno studio statunitense, pubblicato dalla rivista Pediatrics. In alcuni bambini, il raro evento delle convulsioni febbrili può verificarsi 7-10 giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino contro il morbillo, oppure del vaccino Mprv (morbillo, parotite, rosolia, varicella). I genitori tendono spesso a ritardare la vaccinazione proprio per paura di effetti avversi come questo, convinti che sia più sicuro vaccinare il bambino quando è “più grande”.

I ricercatori hanno però scoperto una situazione diversa. Dopo aver indagato le segnalazioni relative a oltre 840 mila piccoli assistiti dai 12 ai 23 mesi di età, hanno osservato che il rischio di convulsioni febbrili è doppio nei bambini sopra i 16 mesi, rispetto ai bambini di 12-15 mesi. L’ipotesi è che sia l’età il fattore determinante, e non il vaccino in sé: nei bambini più grandi la risposta dell’organismo al vaccino sarebbe più energica, portando a un rischio maggiore di febbre, al tempo stesso, a una maggiore suscettibilità alle convulsioni.

«Questi risultati hanno implicazioni importanti – spiegano, in un editoriale sullo stesso numero di Pediatrics, Kristen Feemster e Paul Offit – Da una parte confermano la sicurezza dell’attuale calendario vaccinale, che raccomanda i vaccini alle età in cui un bambino rischia di contrarre per la prima volta le malattie infettive, e in cui gli effetti avversi sono però ridotti al minimo». Dall’altra, invece, mostrano che «ritardare la vaccinazione non è una scelta sicura».