Ridurre le malattie a trasmissione sessuale coi vaccini

Secondo l’Oms è la strategia del futuro.

Aumentare gli investimenti nella produzione di nuovi vaccini per contrastare malattie a trasmissione sessuale (Mts) come herpes genitale, gonorrea, sifilide, clamidia e tricomoniasi. A questo tema è dedicato l’approfondimento monotematico della rivista Vaccine uscito a marzo, scritto a “tre mani” dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive degli Stati Uniti (Niaid) e l’Istituto nazionale della salute statunitense (Nih).

Si stima che siano oltre 500 milioni le infezioni da Mts nel mondo, un milione di nuovi casi al giorno, responsabili di conseguenze anche gravi su sessualità, riproduzione, e salute materno-infantile. Si pensi, ad esempio, alla sifilide, che può provocare morte del feto, o a gonorrea e clamidia, che possono indurre infiammazione dell’apparato riproduttivo e successiva infertilità o sterilità.

Se pure esistono già diverse strategie per combattere queste malattie – come i rapporti sessuali protetti o i test precoci – i vaccini, secondo l’Oms, giocheranno un ruolo cruciale, soprattutto in quei contesti in cui ci sono ostacoli economici o geografici alla prevenzione. Alcune malattie come la gonorrea stanno sviluppando resistenza ai farmaci, mentre per altre, come l’herpes genitale o l’Hiv, non esistono terapie efficaci. Infine, vanno ricordati i vantaggi economici della soluzione vaccinale, considerati i costi che queste malattie hanno sui sistemi sanitari.

«L’impiego di vaccini sicuri ed efficaci potrebbe rivoluzionare il nostro modo di contrastare le Mts – dichiara Jean-Marie Okwo-Bele, direttore del Dipartimento di immunizzazione e vaccini dell’Oms – La buona notizia è che l’introduzione dei vaccini per prevenire l’epatite B e il papillomavirus ha già dimostrato che l’obiettivo è possibile».

MC/AF

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