Pneumococco e meningococco B: dati disponibili sui vaccini

Dati e evidenze disponibili sulle strategie di vaccinazione anti-pneumococcica e anti-meningococco B.

Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute (Cneps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), incaricato dal Ministero della salute, ha condotto un’istruttoria tecnico-scientifica per elaborare strategie vaccinali condivise e basate sulle evidenze scientifiche per la vaccinazione anti-pneumococcoanti-meningocco B.

Pneumococco

In Italia sono disponibili tre vaccini: un polisaccaridico (Ppv23) e due coniugati (Pcv 10 e Pcv13). Dalla loro immissione nel mercato, questi vaccini sono stati offerti dalle Regioni con modalità diverse. Dall’anno 2009/10 tutte hanno però offerto gratuitamente il vaccino coniugato a i nuovi nati, senza però raccogliere costantemente i dati sulle coperture vaccinali. Secondo un’indagine (svolta per il 2011, e in 14 Regioni), è emerso che la copertura, per i bambini di 2 anni, è molto variabile in Italia, con valori che spaziano dal 45 al 100 per cento circa. Studi locali evidenziano come anche le coperture nelle persone con più di 65 anni siano molto basse; per il periodo 2004-2008, i valori spaziano da meno dell’uno per cento ad un massimo del 50 per cento. Dagli ultimi studi emerge che non vi sono controindicazioni a fare questo vaccino insieme ad altri vaccini, come quello anti-influenzale. Le malattie invasive da pneumococco (sepsi, meningite…) sono molto diffuse in Italia, con più di 750 casi all’anno. I più colpiti sono i bambini sotto i 4 anni di età e gli adulti sopra i 65 anni. Ci sono, infatti, oltre 500 ricoveri per sepsi e 400 per meningiti da pneumococco all’anno; inoltre ogni anno, in totale, si osservano circa 2 decessi per sepsi e 30 per meningite. Mentre la frequenza nei più piccoli, dopo l’introduzione del vaccino gratuito, si è quasi dimezzata, negli adulti sta aumentando. Si vede, tuttavia, una diminuzione dei casi dovuti ai sierotipi di pneumococco presenti nel vaccino Pcv 13 con un aumento dei casi dovuti a sierotipi diversi. Anche per le polmoniti pneumococciche le età più colpite risultano essere i bambini fino ai 15 anni e gli adulti con più di 65 anni (più di 7 casi su dieci per tutte le polmoniti): in queste fasce il numero di ricoveri per polmonite sta aumentando con quasi 10 bambini ogni 100 mila e 17 adulti ogni 100 mila. L’Organizzazione mondiale della sanità, in un Position Paper del 2012, aveva già ribadito come fosse fondamentale il raggiungimento di elevate coperture vaccinali nei bambini, considerata l’efficacia del vaccino in questa fascia di età. Lo scorso marzo sono usciti anche i primi risultati del trial clinico Community Acquired Pneumonia Immunization Trial in Adults (Capita) che ha coinvolto 85 mila ultra-sessantacinquenni residenti in Olanda. Da questo studio è emerso che il Pcv 13 ha un’efficacia del 45 per cento circa nel prevenire il primo episodio di polmonite acquisita in comunità in questi soggetti e, pertanto, sarà necessario elaborare delle strategie condivise di offerta vaccinale anche per gli ultra-sessantacinquenni.

Meningococco B 

Da gennaio 2013, l’Ema (European medicine agency) ha autorizzato il commercio del vaccino anti-meningococco B. Si tratta di un vaccino costituito da tre proteine a da alcune componenti della membrana esterna del batterio. Il vaccino è risultato essere sicuro e capace di generare una buona risposta anticorpale. Sulla durata della protezione non ci sono ancora dati certi e pertanto potrebbe essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare. Non ci sono controindicazioni a somministrare il vaccino anti-meningococco B insieme agli altri vaccini dell’infanzia. La febbre è la reazione avversa più frequente accusata da quasi il 70-80 per cento dei bambini (con le vaccinazioni dell’infanzia il 50-60 per cento dei bambini riferisce comunque febbre). L’Italia sembra avere una frequenza di malattia da meningococco inferiore a quella degli altri Paesi europei; tuttavia, il sierotipo B, tra i meningococchi, è il più frequente ritrovandosi in oltre sei casi su dieci, seguito dal sierotipo C (tre casi su dieci). L’incidenza maggiore si ha nei bambini fino ai 5 anni di età, soprattutto nel primo anno di vita, con un secondo picco tra i 15 e i 20 anni. Il vaccino protegge contro quasi il 90 per cento dei ceppi di meningococco B. Sono in corso valutazioni per l’elaborazione di una strategia vaccinale condivisa che non comprometta l’adesione anche alle vaccinazioni già inserite nel calendario vaccinale dell’infanzia.

EM/AF