Anti-influenzale in gravidanza, dagli Usa i dati sulla scorsa stagione

Ci si vaccina per proteggere se stesse e il proprio bambino.

I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc), in un recente rapporto, descrivono l’adesione alla vaccinazione anti-influenzale delle donne in gravidanza. I dati riguardano gli Stati Uniti, e la stagione influenzale 2013/14.

Su oltre 1.600 donne intervistate, circa la metà risulta essersi vaccinata contro l’influenza prima o durante la gravidanza. L’adesione minore si è avuta tra le donne con una di queste caratteristiche: età tra i 18 e 24 anni, disoccupazione, bassa scolarità, situazione economica difficile, nubili, non seguite da un medico con continuità.

Si è visto che la promozione e l’offerta della vaccinazione da parte del medico è stato lo strumento che ha garantito l’adesione maggiore. Tra le donne cui il vaccino è stato raccomandato e offerto, l’adesione è stata del 70 per cento contro il 30 per cento delle donne cui è stato soloraccomandato ma non offerto, e il 10 per cento delle donne a cui non è stato né raccomandato né offerto. Anche tra coloro che inizialmente erano contrarie al vaccino una promozione attiva da parte di un medico ha dato buoni risultati. Il motivo principale per cui una donna in gravidanza ha deciso di vaccinarsi è stato la volontà di proteggere se stessa e il proprio bambino mentre coloro che sono rimaste contrarie alla vaccinazione o non ritenevano di averne bisogno o non erano convinte della sicurezza del vaccino soprattutto per il nascituro.

EM/AF