Intervenendo all'apertura del V Festival delle Regioni e delle Province autonome, il Capo dello Stato ha ribadito il valore universalistico del SSN. Ha ricordato i 15,6 miliardi del PNRR destinati alla salute e ha chiamato le Regioni a trasformare gli investimenti in servizi migliori per i cittadini. Un messaggio che riguarda da vicino anche la prevenzione e le vaccinazioni, pilastri di una sanità pubblica vicina alle persone.
Un patrimonio della Repubblica
Il 26 ottobre, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto la quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome. Gran parte del suo intervento è stata dedicata al Servizio sanitario nazionale. Mattarella ha fatto proprie le parole del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che lo ha definito “uno dei grandi patrimoni della Repubblica” e “uno dei sistemi universalistici di maggior valore”. Secondo il Capo dello Stato, la grande maggioranza degli italiani condivide questa valutazione ed è consapevole della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute garantito dalla Costituzione.
Il contributo del PNRR: 15,6 miliardi per la salute
“Un contributo importante” al settore della sanità, ha sottolineato il Presidente, “è venuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Il Piano è finanziato dall'Unione Europea in risposta alla crisi provocata dalla pandemia ed è stato sottoposto a otto revisioni. L'Italia ne è la principale beneficiaria europea, con una dotazione di oltre 194 miliardi di euro, di cui 166 già ricevuti. Il 37% delle risorse è stato destinato a finalità sociali e 15,6 miliardi specificamente alla salute.
Tra gli interventi legati alla decima e ultima rata, Mattarella ha ricordato:
- l'attivazione di 1.270 Case della comunità e 327 Ospedali di comunità;
- oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva;
- l'acquisto di 3.200 grandi apparecchiature sanitarie;
- l'assistenza di 566 mila persone tramite la telemedicina;
- l'alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico con documenti clinici digitali.
La lezione della pandemia
Il Presidente ha ricordato che l'emergenza pandemica ha messo in luce i limiti di un'organizzazione sanitaria troppo concentrata sui grandi ospedali e povera di strutture intermedie vicine ai cittadini. Grazie al PNRR e all'impegno di Regioni e Province autonome, il sistema ha potuto avviare un significativo adeguamento organizzativo, puntando sulla sanità di prossimità.
Alle Regioni la responsabilità dei risultati
Il richiamo più netto è rivolto alle amministrazioni regionali. “Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino e che i cambiamenti effettuati migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati”, ha affermato Mattarella. Si tratta, ha aggiunto, di una responsabilità “ineludibile”, a cui tutte le Regioni devono rispondere, “particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati”.
Prevenzione e vaccinazioni, il cuore di una sanità vicina ai cittadini
Le parole del Capo dello Stato trovano piena corrispondenza nella missione di VaccinarSì. Un Servizio Sanitario Nazionale universalistico si misura anzitutto sulla capacità di prevenire, e le vaccinazioni sono lo strumento di prevenzione più efficace e più equo a disposizione della sanità pubblica. La rete delle Case della comunità può diventare un punto di riferimento anche per l'offerta vaccinale, avvicinandola alle persone. Il Fascicolo sanitario elettronico può rendere più semplice per ciascuno conoscere e completare il proprio percorso vaccinale. La pandemia, ricordata dal Presidente come banco di prova del sistema, ha mostrato quanto la protezione collettiva dipenda da servizi territoriali solidi e accessibili. È un messaggio particolarmente attuale mentre sono in corso le campagne di vaccinazione stagionali contro influenza e Covid-19. Preservare e sviluppare il SSN, come chiede Mattarella, significa anche garantire a tutti, in ogni Regione, lo stesso accesso alle vaccinazioni.


