Vaccino anti-epatite A (HAV)


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Oltre all'osservanza delle comuni norme igieniche (lavaggio delle mani, eliminazione dei liquidi e del cibo contaminato), il miglior modo per proteggersi dalla malattia è il vaccino contro l'Epatite A, tenendo presente che in molte zone del mondo il virus dell'epatite A è endemico (cioè costantemente presente nel territorio).

Il vaccino è costituito da virus inattivati e viene somministrato per via intramuscolare.

In Italia, la Puglia, a seguito di un'epidemia a cavallo degli anni 1995-1997, ha inserito dal 1999 il vaccino contro l'Epatite A nel suo calendario, con due dosi somministrate la prima in contemporanea con il vaccino MPRV ovvero a 13 mesi, e la seconda dose dopo 11 mesi ovvero entro il 24° mese di età.

Altre regioni hanno previsto l'offerta gratuita della vaccinazione in caso di focolai epidemici o a soggetti che si recano in Paesi in cui la malattia è molto diffusa.

Esiste in commercio anche un vaccino combinato contro l'Epatite A e l'Epatite B che viene utilizzato nei soggetti che sono suscettibili ad entrambi i virus.

Quando vaccinare

Il vaccino è raccomandato ai bambini a partire dal 12° mese di età, in due dosi a distanza di almeno 6 mesi l'una dall'altra, che garantiscono una protezione duratura.

È consigliato inoltre:

  • A tutti i soggetti che devono recarsi per vacanza o lavoro in paesi dove la malattia è molto frequente, come quelli situati in Centro o Sud America, Messico, Asia (Giappone escluso), Africa ed Europa orientale. In questi casi è meglio vaccinarsi almeno un mese prima del viaggio;
  • Omosessuali; 
  • Tossicodipendenti;
  • Soggetti con malattia epatica cronica;
  • Soggetti trattati con concentrati di fattori della coagulazione o derivati del sangue;
  • Soggetti che lavorano in laboratori di ricerca in cui è possibile il contagio;
  • Membri di famiglie che intendono adottare un bambino proveniente da un Paese nel quale l'Epatite A è endemica;
  • Bambini, adolescenti e soggetti che vivono in luoghi in cui vi sono focolai epidemici;
  • Soggetti in cui è probabile sia avvenuto il contatto col virus dell'epatite A.

Chi non deve essere vaccinato

  • Bambini che hanno avuto una reazione allergica grave (anafilassi) ad una dose precedente di vaccino;
  • Bambini che hanno un'allergia ad un componente del vaccino.

È importante informare sempre il medico delle allergie del bambino, specialmente se gravi, compresa l'allergia al lattice.
Tutti i vaccini anti-epatite A contengono idrossido di alluminio ed alcuni 2-fenossietanolo.

Quando rimandare la vaccinazione

Le persone con malattie lievi possono in genere essere vaccinate con sicurezza. Per i soggetti che presentano malattie moderate o gravi è opportuno attendere la guarigione prima di effettuare la vaccinazione.

Durante la gravidanza si ritiene che il rischio per la madre e per il nascituro sia estremamente basso, dal momento che il vaccino anti-epatite A è inattivato (ucciso). Sarà compito del medico valutare se la necessità di protezione dalla malattia supera ogni rischio teorico derivante dalla vaccinazione.

I rischi della vaccinazione

Un vaccino, al pari di qualsiasi altro farmaco, potrebbe causare reazioni allergiche gravi, anche se il rischio di tali reazioni è estremamente basso.

In particolare, il vaccino anti-epatite A è un vaccino molto sicuro, che solo in rari casi causa problemi gravi (gravi reazioni allergiche), anche se possono essere osservate alcune reazioni di lieve entità che, una volta presentatesi, possono persistere per 24-48 ore:

  • dolore nella sede della puntura (la metà degli adulti e il 15% dei bambini);
  • mal di testa (il 15% degli adulti e il 4% dei bambini);
  • inappetenza (l'8% dei bambini);
  • debolezza (il 7% degli adulti).
Informazioni sulla malattiaEpatite A